Nuove linee guida dell’ANJ sulla pubblicità al gioco d’azzardo

CMarziali 14/11/2022
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Uno degli argomenti più scottanti che riguardano il gioco d’azzardo è quello relativo alla pubblicità. La domanda di base è: è giusto o meno fare pubblicità ad un’attività come il gioco d’azzardo? La risposta, naturalmente, è sì, visto che in questo settore lavorano molte imprese private che fanno ingenti investimenti e quindi necessitano di pubblicizzare i propri prodotti nei confronti del pubblico. Così stando le cose, la domanda dunque deve essere un’altra: qual è il modo più giusto di fare pubblicità, senza mettere in pericolo le fasce più deboli della popolazione? Questo è il quesito che si porgono le autorità nazionali, le quali avvertono la necessità di tutelare i cittadini considerati maggiormente a rischio (ad esempio, i minori) da possibili dipendenze e patologie.

Una soluzione potrebbe essere quella adottata dal governo italiano con il celebre Decreto Dignità. Pubblicato nel 2018, in questo decreto si contemplavano diverse misure tra cui alcune anche riguardanti il gioco d’azzardo e, in particolar modo, la pubblicità. Con questa legge fu fatto divieto a tutti gli operatori del settore di pubblicizzare, in qualunque modo e con qualunque mezzo, la propria attività. Furono vietate anche le sponsorizzazioni, e il divieto permane tuttora. Queste misure sono state molto criticate, anche se ad oggi non sembra vi siano revisioni in vista. Il dibattito in ambito europeo, invece, è molto vivace.

La Francia e l’Anj

anj-logoL’equivalente della nostra Agenzia delle Dogane e dei Monopoli in Francia è l’Anj (Autoritè Nationale de Jeux), che è poi l’organo ufficiale chiamato a monitorare il settore del gioco d’azzardo e a dargli una corretta normativa. Anche in Francia si è acceso l’interesse nei confronti del modo più giusto di fare pubblicità e sponsorizzazioni, specie a seguito dei Campionati di Calcio Europei del 2020. In quell’occasione si individuò un modo di fare pubblicità, nello specifico alle scommesse sportive, considerato “aggressivo”. Fin da quel momento, quindi, l’Anj si è messa al lavoro per trovare una formula possibile e sostenibile. Formula che sembrerebbe essere stata trovata in questi giorni, attraverso la firma di quattro protocolli d’intesa che fissano delle linee guida, considerate particolarmente importanti in vista del fischio d’inizio dei Campionati Mondiali di Calcio in Qatar atteso a breve.

A redigere questi documenti sono stati alcuni dei massimi esperti del settore, che a lungo hanno cercato la famosa quadratura del cerchio, dando soluzioni che sono sicuramente perfezionabili ma che, ci sembra, individuano una strada percorribile meno tortuosa e penalizzante di quella italiana. Andiamo a vedere nel dettaglio cosa contengono le quattro carte sottoscritte.

Quattro protocolli d’intesa per il gioco d’azzardo e la pubblicità regolamentata

I primi due documenti non sono una novità vera e propria, quanto più una revisione delle carte già esistenti che riguardano rispettivamente la televisione e la radio. Questa revisione è stata effettuata con il patrocinio e la supervisione dell’Arcom (Autorité de régulation de la communication audiovisuelle et numérique) e ha inglobato le raccomandazioni dell’Anj circa la necessità di limitare la pubblicità relativa al gioco d’azzardo (quindi: limitarla, e non eliminarla del tutto).

Il terzo documento si configura invece come una novità assoluta e riguarda la segnaletica. L’idea è di portare avanti due azioni congiunte: da una parte, limitare l’affissione di cartellonista che pubblicizzi il gioco d’azzardo accanto a quelli che anche in Italia sono identificati come “luoghi sensibili” (scuole, case di cura, ecc). Dall’altra invece l’Anj porterà avanti delle sue campagne di sensibilizzazione contro i rischi che il gioco d’azzardo potrebbe comportare. Al tempo stesso, si cercherà di usare una cartellonistica meno invadente in luoghi di scambio come stazioni dei treni e della metropolitana.

La quarta e ultima carta che è stata firmata viene considerata la più importante, in quanto è stata voluta e sottoscritta da tutti gli operatori di gioco d’azzardo attivi legalmente in Francia e dai maggiori professionisti in ambito pubblicitario. Quindi, le due parti in causa si sono fisicamente incontrate per trovare un accordo comune che fosse tutelativo sia nei confronti del pubblico, ma anche di chi lavora nel mondo del gambling. Da una parte, gli operatori hanno preso l’impegno di moderare i richiami pubblicitari nei confronti dei minori, avendo cura di non esercitare eccessive pressioni su quello che viene definito “pubblico vulnerabile”. Dal canto loro i pubblicitari si impegnano a controllare al meglio ogni forma di advertising sulle piattaforme digitali, ivi comprese quelle portate avanti da influencer e testimonial.

La responsabilità di verificare che tali protocolli d’intesa siano rispettati sarà dell’Anj. A commentare il tutto è stata Isabelle Falque-Pierrotin, presidente dell’Anj.

Le parole di Isabelle Falque-Pierrotin

isabelle-falque-pierrotinIsabelle Falque-Pierrotin ha ricordato come l’approfondita riflessione in materia di pubblicità al gioco d’azzardo sia nata all’indomani di un importante campionato di calcio, e trova quindi particolarmente significativo che una possibile soluzione sia stata messa sul tavolo nel momento in cui sta per avere luogo un altro evento sportivo di grande importanza mondiale. La Falque-Pierrotin individua uno dei punti di maggiore interesse delle carte che sono state sottoscritte nel fatto che esse sono il frutto di una collaborazione tra le diverse parti in causa. Questo le rende particolarmente significative, poiché nate da una volontà comune. Il compito dell’Anj, ricorda, sarà quello di sorvegliare affinché ogni parola che è stata siglata venga rispettata.

Il successo o meno di questi protocolli d’intesa firmati in Francia è importante non solo per la Francia stessa, ma anche al di fuori dei confini nazionali. Se infatti è vero che al momento la Comunità Europea non ha direttive unitarie relative al gioco d’azzardo, è altrettanto vero che, qualora uno degli stati membri individuasse una strada efficace e percorribile, molto probabilmente diventerebbe apripista anche per gli altri Paesi UE, Italia inclusa.

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