L’importanza dell’Intesa Stato-Regioni per la regolamentazione del Gioco d’Azzardo

CMarziali 18/07/2022
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Nel 2017 si tenne una Conferenza Unificata, che vedeva coinvolti rappresentanti dello Stato e degli Enti Locali Italiani, al fine di decidere le linee guida da adottare per la normazione del comparto del gioco d’azzardo. Il protocollo d’intesa che ne conseguì doveva essere la base per una normativa nazionale rinnovata, una legge quadro che andasse a uniformare e rendere di conseguenza più efficaci le variegate normative regionali. Di fatto, però, la trasformazione in legge non è mai avvenuta. Il 7 luglio 2022 così gli Enti Locali sono tornati ad esprimersi in materia, rinnovando in alcuni punti quell’intesa e invitando lo Stato a agire nel concreto per una legge quadro che possa finalmente porre un freno ai comportamenti patologici e dare al gioco d’azzardo un aspetto definitivo, a maggior tutela del cittadino.

Quali gli obiettivi

conferenza-regioni-provinceIl primo aspetto che si chiarisce sono gli intenti programmatici dell’intesa raggiunta. Ci si basa su studi e ricerche che sono state condotte da importanti istituti circa quelle che sono le motivazioni e le cause più diffuse per lo sviluppo di comportamenti patologici legati al gioco d’azzardo. Se ne è concluso che la distribuzione dei giochi, la loro accessibilità e fruibilità, costituiscono una voce in capitolo non secondaria. Detto altrimenti: più sono le macchinette distribuite sul territorio nazionale, più è facile che le persone a rischio ne diventino dipendenti. Aumentare l’offerta non è dunque un modo per regolamentare il settore, come si credeva, ma al contrario aggrava il problema. Da qui si deduce che uno dei primi interventi utili che si può attuare a livello normativo consiste nel fissare delle regole univoche, chiare e concretamente definite, che decidano il numero dei punti di gioco sul territorio nazionale, la loro collocazione e gli orari consentiti. Queste misure devono andare di pari passo con quelle definite di “prevenzione ambientale”. Difatti è noto che ci sono delle condizioni di partenza che rendono alcuni soggetti più predisposti a sviluppare ludopatie rispetto ad altri (estrazione sociale, istruzione, vicinanza a luoghi della malavita, etc).

I mezzi da usare

Gli interventi normativi devono dunque andare in due direzioni: la prima riguarda l’individuo, a cui deve essere fatta una corretta informazione, e la seconda riguarda i giochi stessi, che devono essere distribuiti sul territorio in modo equo e ragionato. Cercano di sopperire a queste finalità le leggi regionali, che tengono anche conto delle realtà locali specifiche. Ad esempio, in Emilia Romagna si identifica come “luogo sensibile”, vicino al quale non dovrebbero trovarsi le sale da gioco, la discoteca, cosa che non si riscontra in altre regioni. Ma l’impegno delle regioni non basta, fintanto che manca un intervento dall’alto, quello dello Stato che possa dare delle linee guida univoche, da declinare in modo specifico per le diverse situazioni locali. Soprattutto, nelle leggi regionali e provinciali mancano alcuni dei punti che invece erano stati identificati come molto importanti da applicare nell’intesa del 2017. Tali punti sono:

  • ridurre il numero delle AWP,
  • sostituire le AWP con le AWPR,
  • dimezzare in tre anni i punti vendita di gioco pubblico,
  • completare l’intervento normativo e di modernizzazione del settore giochi.

L’importanza dei controlli

awpUn altro punto trattato nell’intesa riguardava i controlli da effettuare sul gioco d’azzardo, di competenza delle Regioni. Sono le Regioni, infatti, a dettare i protocolli operativi, mentre poi sono i Comuni, di fatto, in collaborazione con le Forze dell’Ordine, a portare avanti i controlli nel concreto. Non bisogna dimenticare che gli introiti delle sanzioni vanno a finire nelle casse comunali, e nell’intesa si definisce anche il modo in cui questi fondi dovrebbero essere usati. Essi andrebbero destinati alla prevenzione dei comportamenti patologici, e anche alla creazione di un network informativo che coinvolga i vari attori pubblici impegnati nella lotta alle ludopatie e all’illegalità. 

Per contrastare i comportamenti patologici si riconosce un’importanza fondamentale alla prevenzione, che può essere attuata in vari modi, anche attraverso l’uso ponderato delle nuove tecnologie. Ma soprattutto le azioni messe in campo dalle Regioni riguardano campagne informative e di sensibilizzazione e la creazione di numeri verdi a cui rivolgersi in caso di problemi. All’attuazione di queste misure concorrono diversi attori: enti locali, Università, enti pubblici e associazioni che si impegnano per portare avanti un programma culturale mirato a sradicare il problema dalla radice, eliminando i presupposti e su cui si sviluppano i comportamenti patologici legati al gioco d’azzardo.

Le cose che sono cambiate

Nel documento redatto a luglio 2022 si evidenziano anche le cose che sono cambiate rispetto al 2017, o che oggi appaiono insufficienti alla luce di come è evoluto il mondo del gioco d’azzardo in questi anni. Ad esempio, si sottolinea come non si prenda in nessuna considerazione il gioco online, che all’epoca era poco o nulla diffuso e oggi invece detiene un’importante fetta di mercato. Ci sarebbero da rivedere un po’ tutti i punti in precedenza trattati: il numero consentito di macchinette sul territorio, i limiti delle distanze da tenere dai luoghi sensibili e soprattutto i limiti orari, che andrebbero ridotti ulteriormente. Si ricorda inoltre l’importanza della raccolta dati, che deve rigorosamente essere svolta a livello nazionale per poter fornire informazioni utili a chi è chiamato ad applicare le norme a vario titolo.

Quello che non è cambiato, e che si ribadisce ancora con forza, è l’importanza dell’intervento diretto dello Stato al fine di dare infine un volto univoco alla pletora di leggi e norme che riguardano il gioco d’azzardo. Solo quando ci sarà un quadro unitario sarà possibile applicarlo con rigore e cominciare a vedere i primi frutti, per dare la giusta misura ad un comparto delicato ma fondamentale per l’economia italiana.

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