Il gioco d’azzardo tra le categorie di parental control per Agcom

CMarziali 28/02/2023
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Da qualche anno a questa parte c’è un argomento che costituisce motivo di interesse e – diciamolo – anche di preoccupazione per gli amministratori pubblici, ed è il rapporto tra la rete e i bambini e, più in generale, i minorenni. Se una volta la “bestia nera” era la televisione, adesso è il web, e questo problema si è acuito diventando ancora più sentito dopo i primi lockdown. Il rischio che si corre è di facile comprensione. Un bambino o un ragazzo che sia lasciato da solo a navigare in rete, cosa che accade con sempre maggiore frequenza, potrebbe incappare in contenuti per lui lesivi o dannosi. Il controllo dei genitori, purtroppo, non basta. Oggi l’accesso ad internet è garantito da qualsiasi dispositivo, ad esempio dagli smartphone, che sono diventati a loro volta di uso sempre più comune tra gli adolescenti e anche tra i più piccoli.

Premesso che non avrebbe senso, e sarebbe a dir poco impossibile, impedire del tutto l’accesso alla rete ai ragazzi, le autorità competenti stanno cercando di mettere a punto degli strumenti utili atti a tutelare il benessere dei minori. Uno degli strumenti al momento più diffuso, e anche uno dei più efficaci, è il cosiddetto “parental control”, un filtro che blocca l’accesso non tanto ai contenuti quanto più a certi domini o sottodomini che vengono categorizzati in precedenza e che quindi possono facilmente essere identificati come consultabili dai minorenni, oppure no.

Agcom e parental control

agcom-logoNel 2020 è stato emanato un decreto legge che il 25 gennaio 2023 l’Agcom (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) ha deciso di adottare in una delibera chiamata appunto “Adozione delle linee guida finalizzate all’attuazione dell’articolo 7-bis del decreto-legge 30 aprile 2020, n. 28 in materia di sistemi di protezione dei minori dai rischi del cyberspazio”. Nella delibera si rende noto che, a partire dal prossimo mese di ottobre, gli ISP dovranno obbligatoriamente applicare il parental control a quei servizi destinati ai minori, o che potranno farlo in modo opzionale su richiesta dell’utilizzatore del servizio. Nella delibera, inoltre, si individuano le aree tematiche che vengono considerate “pericolose” per i ragazzi e che quindi dovranno diventare l’oggetto del blocco.

Gli ISP sono gli Internet Service Provider, vale a dire i fornitori di connessione ad internet. Dalla delibera sono state escluse le utenze business. In altre parole, chi eroga la connessione nelle case dei cittadini sarà tenuto ad applicare un filtro a monte che impedisca ai soggetti considerati a rischio, nel caso specifico i bambini e i ragazzi non ancora maggiorenni, di poter visualizzare determinati contenuti senza che ci sia la supervisione di un adulto.  L’aspetto più spinoso di un provvedimento che, di per sé, non sembrerebbe presentare alcuna ombra, sta nelle categorie che sono state individuate come quelle che dovranno essere soggette a parental control.

Le categorie considerate fonte di rischio per i bambini

La prima categoria che viene individuata nel documento di Agcom è quella dei contenuti per adulti, nell’ambito della quale rientrano siti pornografici o che trattano in modo più o meno esplicito tematiche sessuali. Seguono poi armi, violenza, e altre categorie che è difficile mettere in discussione. Altre sono sembrate fin da un primo momento più spinose da individuare perchè troppo facilmente potrebbero diventare oggetto di censura tout court. Parliamo, ad esempio, dei siti che parlano di pratiche religiose non ufficiali o estreme, di quelli che incitano all’odio e alla discriminazione, o ancora a quelli che parlano di pratiche mediche che potrebbero portare all’autolesionismo. Qui si entra in campi meno facili da circoscrivere.

La categoria che ci interessa in questa sede è quella relativa al gioco d’azzardo. Si elenca infatti anche il gioco d’azzardo, insieme alle scommesse, tra gli argomenti sensibili al parental control, con tale descrizione specifica: “siti che forniscono informazioni o promuovono il gioco d’azzardo o supportano il gioco d’azzardo online e/o scommesse”. Fatto salvo il divieto per i minorenni di accadere ai siti che si occupano direttamente di gioco d’azzardo, vale a dire i casinò online, quello che individua Agcom è invece il vasto universo di siti che ruotano attorno a questo mondo a vario titolo.

Come si applica il parental control

parental-controlAbbiamo già detto che c’è tempo fino ad ottobre per chiarire ulteriormente i termini di questo parental control imposto dall’alto e le modalità di esecuzione. Per ora ciò che si sa è che i sistemi di parental control (SCP) dovranno essere resi disponibili come parte di un contratto di attivazione della rete internet e saranno attivabili o disattivabili da parte del titolare del contratto stesso, dai maggiorenni e da chi esercita patria potestà su un minore. I sistemi di riconoscimento utilizzabili saranno SPID, OTP o PIN che garantiranno l’accesso ad un’area riservata creata dall’ISP. La fornitura del servizio di SCP dovrà essere a titolo completamente gratuito, quindi parte del contratto stesso senza costi aggiuntivi o senza vincoli di alcun genere.

L’Agcom si è anche premurata di sottolineare che l’accesso ai servizi di SCP deve essere facile e intuitivo, quindi attuabile da parte di chiunque; che le istruzioni per l’attuazione del blocco devono essere esaustive e ben comprensibili e che la modalità di erogazione del servizio debba essere pubblicizzata senza punti d’ombra. Se ne conclude che l’Agcom ha intenzione di rendere la rete più sicura per tutti, a cominciare dalle categorie che necessitano di maggiore controllo, vale a dire i minorenni. Se la modalità individuata è la più corretta, e se sarà davvero efficace, solo il tempo lo potrà dire. Va infine detto che servizi simili, in realtà, esistevano già, solo che da ottobre in poi verranno, per così dire, istituzionalizzati.

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